Prevenzione incendi

AntincendioNell’ambito delle attività in materia di sicurezza svolte, una sezione è dedicata alla prevenzione incendi.
Il D.P.R. 151 del 01 agosto 2011 ha modificato l’elenco delle attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi e, introducendo il principio di proporzionalità, ha suddiviso le stesse in tre categorie, A, B e C, individuate in ragione della gravità del rischio piuttosto che della dimensione o, comunque, del grado di complessità che contraddistingue l’attività stessa. Per ciascuna categoria, sono poi stati individuati procedimenti differenziati, più semplici per le attività ricondotte alle categorie A e B.
La distinzione in tre categorie ha permesso una modulazione degli adempimenti procedurali e, in particolare:

  • nella categoria A sono state inserite quelle attività dotate di ‘regola tecnica’ di riferimento e con un limitato livello di complessità;
  • nella categoria B sono state inserite le attività presenti in A, quanto a tipologia, ma caratterizzate da un maggiore livello di complessità, nonché le attività sprovviste di una specifica regolamentazione tecnica di riferimento, ma comunque con un livello di complessità inferiore al parametro assunto per la categoria ‘superiore’;
  • nella categoria C sono state inserite le attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza o meno della ‘regola tecnica’.

Le modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi, sono state quindi aggiornate e riadattate. Hanno subito variazioni la valutazione dei progetti, i controlli di prevenzione incendi, il rinnovo periodico di conformità antincendio, la deroga, il nulla osta di fattibilità, le verifiche in corso d’opera, la voltura.

Il recente D.M. 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139” rappresenta invece la nuova regola tecnica orizzontale per diverse attività che non sono dotate di regola tecnica verticale, rientrando nel gruppo delle attività non normate. Per tali attività occorre seguire in linea di principio i criteri generali di prevenzioni incendi, ed il nuovo decreto fornisce attività un vero e proprio iter di progetto.

I servizi offerti dallo Studio nello specifico settore sono:

  • Consulenza antincendio per nuove realizzazioni o adeguamento di strutture esistenti
  • Progettazione antincendio per Segnalazione Certificata di Inizio Attività’ (categoria A)
  • Istanza di valutazione dei progetti (categorie B e C)
  • Attestazione di rinnovo periodico di conformità’ antincendio
  • Progettazione per istanza di deroga
  • Istanza di nulla osta di fattibilità’
  • Istanza di verifiche in corso d’opera
  • Voltura
  • Emissione di certificazioni ai sensi della ex Legge 818/84

Iscrizione nell’elenco dei professionisti abilitati ex Legge 818/84 n. TO08014G00733.

Per lo svolgimento dell’attività di prevenzione incendi , lo studio utilizza specifico software che consente di procedere alla progettazione antincendio secondo:

  • la Regola Tecnica Orizzontale (D.M. 3 agosto 2015)
  • le Regole Tecniche Verticali (attività normate)
  • le linee guida dei VV.F.

Offre tutti gli strumenti per definire strategie antincendio conformi alla Regola Tecnica Orizzontale:

  • Elenco delle attività alle quali è applicabile il nuovo decreto 3 agosto 2015
  • Linea guida per ogni attività secondo i punti della normativa
  • Strategia antincendio conforme al D.M. 3 agosto 2015
    • reazione al fuoco (S.1)
    • resistenza al fuoco (S.2)
    • compartimentazione (S.3)
    • esodo (S.4)
    • gestione della sicurezza antincendio (S.5)
    • controllo incendio (S.6)
    • rilevazione e allarme (S.7);
    • controllo di fumi e calore (S.8)
    • operatività antincendio (S.9)
    • sicurezza impianti tecnologici (S.10)
  • Individuazione di aree a rischio specifico, vani ascensori, area con rischio di formazione di atmosfere esplosive, ricadenti nella sezione Regole Tecniche Verticali R.T.V. del decreto 3 agosto 2015
  • Definizione del profilo di rischio dell’attività (Rischio Bene – Rischio Ambiente) e dei singoli compartimenti (Rischio Vita)
  • Verifica delle strutture secondo quanto indicato dal decreto 3 agosto 2015 per pareti, solai ed elementi portanti
  • Possibilità di aggiungere strutture già verificate con modo sperimentale e analitico
  • Definizione dei piani radianti e delle piastre radianti per il calcolo tabellare e analitico delle distanze di separazione

Consente la valutazione qualitativa del rischio incendi. Con apposite funzioni è possibile analizzare:

  • le caratteristiche di infiammabilità dei materiali
  • le possibilità di sviluppo dell’incendio
  • le caratteristiche di propagazione
  • le misure di prevenzione e protezione adottate

E’ possibile produrre:

  • la relazione tecnica per l’esame del progetto da parte dei VV.F.
  • il Fascicolo per il SUAP
  • la richiesta di deroga con calcolo automatico di importi ed ore
  • il Piano di Emergenza ed Evacuazione (P.E.E.)
  • il Registro Antincendio